Microfinanza: una panoramica per orientarsi
Per parlare di microcredito, dobbiamo partire dal più ampio tema della microfinanza, quel sistema di prodotti e servizi finanziari – microcredito, micro risparmio, micro assicurazioni – fatto di importi relativamente piccoli rispetto a quelli espressi dal settore finanziario tradizionale.
Rappresenta, quindi, quell’insieme di strumenti finanziari progettati per estendere l’accesso al credito alle persone più emarginate come quelle a basso reddito, le donne, i lavoratori del settore informale, i giovani e chi abita in zone rurali o remote.
Si rivolge principalmente a soggetti “non bancabili“, ovvero tutte quelle persone o gruppi che, pur essendo economicamente attivi, non hanno accesso al credito tradizionale a causa della mancanza di garanzie reali, insufficiente reddito o profilo di rischio elevato, trovandosi così esclusi dalla partecipazione attiva alla vita economica e sociale (come piccoli imprenditori, famiglie con redditi bassi e donne nel Sud del mondo o in situazioni di vulnerabilità economica). L’obiettivo della microfinanza non è solo fornire capitale, ma favorire l’inclusione economica e sociale attraverso strumenti che promuovano l’autonomia e il miglioramento delle condizioni di vita. Questo concetto include anche iniziative di educazione finanziaria e il supporto per lo sviluppo di microimprese.
Il microcredito: componente chiave della microfinanza
Tra gli strumenti della microfinanza, il microcredito è il più noto e diffuso.
Si tratta della concessione di piccoli prestiti a individui o gruppi, spesso senza necessità di garanzie reali. È progettato per aiutare i beneficiari a:
- Avviare o sostenere microimprese.
- Affrontare esigenze di base.
- Superare temporanee difficoltà economiche
Ciò che distingue il microcredito dai prestiti tradizionali è l’offerta di servizi integrati, come:
- Tutoraggio e accompagnamento per garantire l’uso efficace del finanziamento.
- Monitoraggio costante per ridurre il rischio di insolvenza e favorire la sostenibilità dell’investimento
Il microcredito non si limita a essere un supporto economico, è un mezzo per promuovere la dignità umana e lo sviluppo economico sostenibile.
La sua logica si basa su:
- Accessibilità: Pensato per coloro che non possono accedere al credito tradizionale.
- Flessibilità: Offerta di condizioni di rimborso adattabili alle capacità del beneficiario.
- Reciprocità: Il microcredito non è un rapporto unidirezionale, ma un patto di reciprocità tra l’istituzione finanziaria e il beneficiario. Il prestatore valuta attentamente la proposta, offrendo supporto, mentre il richiedente si impegna a rispettare le condizioni del prestito e a partecipare attivamente al processo
Origini storiche e il modello Grameen Bank
L’idea moderna di microcredito è legata a Muhammad Yunus, che negli anni ’70 sviluppò il modello Grameen Bank in Bangladesh, vincendo il Premio Nobel per la Pace nel 2006. Tuttavia, le origini del microcredito possono essere ricondotte all’Europa del XV secolo, con i Monti di Pietà, e successivamente alle Tontine e Rosca, pratiche di credito collettivo diffuse rispettivamente in Europa e in India. Secondo Muhammad Yunus, questo strumento rappresenta un’opportunità per i poveri di riscattarsi attraverso la propria iniziativa e capacità imprenditoriale.
Il modello Grameen elimina la necessità di garanzie patrimoniali o collaterali, un requisito standard delle banche tradizionali occidentali. Questa innovazione si basa sulla fiducia nei beneficiari e sull’uso di gruppi solidali come meccanismo di mutua responsabilità. I membri di un gruppo condividono il rischio del mancato rimborso, incentivando la disciplina collettiva e il supporto reciproco.
Mentre le banche tradizionali tendono a operare attraverso filiali centralizzate e processi burocratici, la Grameen Bank si distingue per il suo approccio “di prossimità“. Gli operatori bancari visitano regolarmente i villaggi, instaurando rapporti personali con i clienti, conoscendo il loro contesto socio-economico e fornendo supporto continuo. Questo modello riduce le asimmetrie informative e i costi operativi, migliorando l’accesso al credito per le comunità marginalizzate.