La natura e le funzioni del Denaro
Dal Materiale al Virtuale
Fin da piccoli abbiamo a che fare con i soldi: li tocchiamo, ne sentiamo parlare, e li immaginiamo custoditi in giganteschi depositi come quello di Paperon de Paperoni. Tuttavia, crescendo, scopriamo che i soldi che abbiamo conosciuto da bambini rappresentano solo una piccola parte di quelli in circolazione. La maggior parte del denaro, infatti, è registrata in scritture contabili e non consiste in monete battute o pregiati fogli di carta. In altre parole, il denaro è molto meno “materiale” di ciò che sembra.
Le funzioni del denaro
Il denaro svolge tre funzioni principali: mezzo di scambio, misura del valore e riserva di ricchezza. È uno strumento che conosciamo almeno dal VII secolo a.C., nato come una convenzione tra persone per semplificare gli scambi commerciali.
Funzione di Mezzo di Scambio
Il denaro è stato inventato come mezzo di scambio, facilitando le transazioni commerciali e sostituendo il baratto. Questa convenzione ha permesso di standardizzare le transazioni e di rendere gli scambi più efficienti.
Funzione di misura di valore
La moneta serve anche come misura del valore. Il valore di un prodotto o servizio non si limita ai costi di produzione e al profitto desiderato; è anche influenzato dalla percezione, dalla disponibilità del bene (rapporto tra domanda e offerta) e da fattori emotivi. I soldi diventano quindi l’unità di misura con cui diamo un prezzo alle merci.
funzione di riserva di ricchezza
Se non usiamo i soldi per le spese correnti e decidiamo di accumularli, essi diventano una riserva di ricchezza. Qui possiamo distinguere tra:
- Eccedenza Monetaria Temporanea: Denaro messo da parte per utilizzi a breve termine
- Risparmio: Denaro accantonato per esigenze future
Il suo valore non è costante e può variare significativamente nel tempo. Non c’è garanzia che il potere d’acquisto del denaro accumulato oggi sarà lo stesso tra vent’anni. Questo fenomeno è noto come inflazione1, che rappresenta la differenza tra il potere d’acquisto attuale e quello futuro.
Un’altra criticità riguarda l’aspetto della convertibilità, abbiamo visto nel capitolo precedente come nei secoli il controvalore delle monete fosse collegato ad metallo come ad esempio l’oro. Questa convertibilità oggi non esiste più e questo fatto risale al 1971, quando il presidente americano Nixon sospese la convertibilità del dollaro in oro. Questo ha permesso politiche monetarie più flessibili ma ha eliminato la relazione diretta tra la moneta in circolazione e i metalli preziosi.
Oggi, dunque, la moneta è puramente una convenzione e un atto di fiducia collettivo. Esiste e circola perché la società accetta il denaro come mezzo di scambio, misura del valore e riserva di ricchezza.
I Valori della Moneta
Oltre alle 3 funzioni appena viste, ciò che connota il denaro è il “valore” che può avere diversi significati a seconda della prospettiva da cui si analizza questa particolare invenzione umana. Le principali categorie sono:
valore legale o nominale
Il valore attribuito alla moneta dalle leggi dello Stato che ne regolano l’emissione e la circolazione. Questo valore è riconosciuto da tutti ed è poco soggetto a variazioni nel tempo.
Valore Reale
rappresentato dal potere d’acquisto della moneta, ossia la quantità di beni e servizi che in un dato momento può essere acquistata con una certa somma di denaro. L’inflazione, che è l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni e dei servizi, riduce il potere d’acquisto del denaro nel tempo.
Valore Intrinseco
il valore della moneta considerata come metallo. Corrisponde al valore dei metalli, più o meno preziosi, di cui essa è formata. Questo valore riguarda esclusivamente la moneta metallica, poiché quella cartacea ha un basso valore intrinseco, dato solo dai materiali di cui è fatta. Il valore intrinseco della moneta varia con il prezzo del metallo.
Cos’è la dematerializzazione della moneta?
Oggi la moneta conserva funzioni e valore ma ricorrendo ad una nuova forma, quella dematerializzata. I contanti, ossia monete e banconote, rappresentano solo circa il 3% del denaro scambiato in Italia. La quasi totalità del denaro è virtuale, registrato nelle scritture contabili delle banche e degli istituti di intermediazione finanziaria. Parliamo in questo caso di dematerializzazione della moneta: la progressiva sostituzione del contante con moneta scritturale (depositi bancari e postali) ed elettronica (carte di credito, debito, prepagate).
Ad esempio, quando si paga una pagnotta con una carta di debito, si invia un messaggio alla banca che trasferisce la somma dal proprio conto a quello del panettiere. Queste transazioni non comportano alcun movimento fisico di contante, ma solo cambiamenti nei registri contabili.
Oltre al contante, esistono altre forme di pagamento, come assegni bancari, bonifici, moneta elettronica (carte di credito, debito, prepagate) e moneta telematica usata tramite l’internet banking. Queste forme di pagamento sono sempre più utilizzate per comodità, sicurezza e tracciabilità delle transazioni.
Il denaro, nelle sue diverse forme e funzioni, continua ad evolversi, adattandosi alle esigenze delle società moderne e delle economie globali. Da strumento materiale a convenzione collettiva, la moneta rimane un elemento fondamentale del sistema economico mondiale.
Quiz
Risposte
- Vero
Il denaro è stato introdotto intorno al VII secolo a.C. come una convenzione tra le persone per facilitare e standardizzare gli scambi commerciali, sostituendo il sistema del baratto e rendendo le transazioni più efficienti. - Falso
Il denaro ha tre funzioni principali: mezzo di scambio, misura del valore e riserva di ricchezza. Oltre a essere usato per valutare beni e servizi, il denaro accumulato può essere conservato come riserva per spese future. - Vero
L’inflazione è il fenomeno per cui il potere d’acquisto del denaro diminuisce nel tempo, causando una differenza tra il valore del denaro oggi e quello che avrà in futuro. Questo significa che il denaro accumulato oggi potrebbe comprare meno beni o servizi in futuro. - Falso
Il denaro oggi non è più convertibile in oro. Dal 1971, anno in cui il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon sospese la convertibilità del dollaro in oro, non esiste più la relazione diretta tra moneta e metalli preziosi. Oggi, la moneta è una convenzione, un atto di fiducia collettivo: esiste e circola perché la società la accetta come mezzo di scambio, misura del valore e riserva di ricchezza.